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Caere
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mwewCaere (detta anche mwfaCaisra o mwfqCisra in mwfgetrusco) era un'antichissima mwfwcittà dell'mwgaEtruria meridionale (nel mwgqLazio moderno), la cui fondazione risalirebbe al mwggXIV secolo a.C.,cite-ref-nibby-1-0[1] sorgeva sul luogo dell'attuale mwhwCerveteri a nord ovest rispetto Roma, a 4 miglia dalla costa del mwiaMar Tirreno. Fu fondata dai mwiqPelasgi (così i Greci dell'età classica indicavano le popolazioni preelleniche della Grecia) con il nome di mwigAgylla.cite-ref-plinio-2-0[2]cite-ref-dionigii-3-0[3] Fu chiamata mwkwKyšryʼ dai mwlaFenici e mwlqCaere vetus dai mwlgRomani.
Contents
• Storia
• Pyrgi
• Edifici
• Note
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Storia
mwmgPlinio il Vecchio, che ne attesta il nome greco mwmwAgylla,cite-ref-plinio-2-1[2] la elenca tra le città etrusche della settima regione italica, venne fondata dai Pelasgi, e quindi conquistata dagli Etruschi, che la chiamarono Caere.cite-ref-dionigiiii-4-0[4]
Lo stesso racconto, della presa di Agylla da parte dei Tirreni (Etruschi), che poi ne cambiarono il nome, ci arriva da mwpqStrabone, che racconta di un soldato etrusco che giunse sotto le mura della città:
«[...] un tale raggiunte le mura, chiese il nome della città. Una delle sentinelle tessale, invece di rispondere alla domanda lo salutò esclamando: "
Chaire!
" (forma di saluto greca). Avendo pensato che fosse un presagio, i Tirreni cambiarono il nome della città conquistata.»
Lo stesso racconto, di una domanda non compresa posta da uno straniero all'abitante della città, che risponde con un saluto in greco, Χαιρε, la si trova in una fonte romana più tarda, con la sola variante che la domanda viene posta da un romano e non da un etrusco; questo racconto, aggiunge che Agylla prende il nome dal suo fondatore Agella.cite-ref-5[5]
Nella seconda metà del mwtwVI secolo a.C. (tra il mwua541 e il mwuq535 a.C.) Caere-Agylla combatté tra le forze etrusche alleate dei mwugCartaginesi contro i mwuwFocei nello scontro navale conosciuto come mwvaBattaglia del Mare Sardo. Sebbene lo scontro navale si concluse con la vittoria di Focea, di fatto Etruschi e Cartaginesi bloccarono l'espansione greca nel mar Tirreno occidentale.
I Focei superstiti dalle navi affondate furono spartiti tra mwvgEtruschi e mwvwCartaginesi; i Ceretani, che tra gli Etruschi ne ebbero la parte maggiore, li trassero con loro a Caere dove, dopo averli tradotti al di fuori delle mura, li sottoposero ad una mwwasacrilega mwwqlapidazione. L'empio atto avrebbe scatenato una misteriosa maledizione avrebbe colpito chiunque, uomo o animale, fosse passato presso i luoghi di sepoltura delle vittime.cite-ref-erodoto-7-0[7]
La consapevolezza dell'empietà perpetrata, unita all'incapacità di porvi rimedio con proprie pratiche magiche e sacerdotali,cite-ref-prayon50-9-0[9] indusse i Ceretani a ricorrere all'aiuto dell'mwaworacolo di Delfi: adempiendo alla pronuncia della mwbaPizia, istituirono in quell'occasione una mwbqmanifestazione catartica, con ricchi sacrifici funebri accompagnati da un mwbgagone ginnico, iniziando una tradizione ancor viva ai tempi di Erodoto.cite-ref-erodoto-7-1[7]
Durante il regno di mwdaTarquinio Prisco i Romani condussero una lunga campagna militare, durata almeno sette anni, contro le città etrusche di mwdqVeio e Caere.
Anche il sesto re di mwdwRoma, l'etrusco mweaServio Tullio, dopo avere assoggettato i mweqSabini, rivolse le proprie attenzioni alle limitrofe città etrusche, muovendo guerra contro le città di Veio, mwegTarquinia e Caere.
Nel mwfa510 a.C. mwfqTarquinio il Superbo, bandito dalla città di Roma, andò in esilio con due dei suoi figli a Caere, mentre il terzo scelse di riparare a mwfgGabii, dove fu assassinato dai suoi abitanti.cite-ref-10[10]
Caere compare come alleata di Roma nel mwha387 a.C., quando i Galli di mwhqBrenno mwhgsaccheggiarono Roma. Prima la città diede rifugio alle mwhwvestali e a quanti erano fuggiti da Roma attaccata dai Galli, poi attaccò in mwiaSabina gli stessi Galli sulla strada del ritorno, riuscendo a privarli del bottino depredato a mwiqRoma.cite-ref-strabone-11-0[11]
Caere fu la prima città a ricevere lo status di mwjwmunicipium sine suffragio, che dava ai propri cittadini alcuni diritti della cittadinanza romana, non però quello di voto, oltre l'obbligo di partecipare alle guerre condotte da Roma. Per questa circostanza, il registro dove venivano elencati questi municipi, era chiamato mwkqTabulae Caeritum.
Nel mwkw353 a.C., quando sembrò che Caere si fosse alleata con mwlaTarquinia contro Roma, mwlqTito Manlio fu nominato mwlgdittatorecite-ref-12[12]. Mentre Roma organizzava la campagna contro Caere, ambasciatori di questa città, giunsero a Roma, per implorare la pace, sostenendo che la causa dell'ira romana, era da ricercarsi in pochi cittadini, fattisi convincere dai Tarquiniesi. Roma rinnovò quindi la pace con Caere, e rivolse l'esercito contro i mwmwFalisci, senza però che si arrivasse ad uno scontro in campo apertocite-ref-13[13].
Durante la mwoqSeconda guerra punica in diverse città della penisola si registrarono fenomeni straordinari, tra cui un avvoltoio che entrò nel tempio di Giove a Caere.
Nel mwowI secolo d.C., la città avrebbe perso completamente la sua potenza e la sua ricchezza.
Tra il 415 e il 417 d.C. il poeta gallo-romano mwpqRutilio Namaziano, durante il suo viaggio di ritorno da Roma alla Gallia che descrive nel suo poema elegiaco mwpgmwpwDe Reditu suo, descrive il territorio di Caere che, nell'incertezza dei tempi e nelle devastazioni compiute dai barbari, ha perfino perduto il suo antico nome: mwqa"Iam Caeretanos demonstrat navita fines; aevo deposuit nomen Agylla vetus."cite-ref-14[14]
Necropoli della Banditaccia
Alla città afferiva la mwsanecropoli mwsqetrusca della mwsgBanditaccia, la necropoli antica più estesa di tutta l'area mediterranea.
Pyrgi
mwtgPyrgi è il nome greco di una città portuale abitata dagli mwtwEtruschi alle pendici dei mwuaMonti della Tolfa, nell'odierna frazione di mwuqSanta Severa, che fu il porto di Caere. Qui furono trovate le mwuglamine di Pyrgi, nel santuario fatto costruire da mwuwThefarie Velianas. Il porto e il santuario annesso vennero distrutti dalla flotta di mwvaDionigi di Siracusa nel mwvq384 a.C., che divenne poi mwvgcolonia romana nel mwvw264 a.C..
Edifici
Collegamenti
La mwyqmwygvia Cornelia era un'antica mwywstrada romana, che collegava Roma con Caere. Gli storici mwzaLivio e mwzqValerio Massimo fanno riferimento a un collegamento tra le due città in occasione della mwzgpresa di Roma da parte dei Galli, allorché le mwzwVestali furono trasferite a Caerecite-ref-marchi-16-0[16].
Note
cite-note-nibby-11. ↑ mw2gAntonio Nibby, mw2wCarta de' dintorni di Roma, CAERE – CERVETERI e CERI
cite-note-55. ↑ mw8gServio Mario Onorato, mw8wCommentarii in Vergilii Aeneidos libros, VIII, 587.
cite-note-88. ↑ L'ipotesi di identificazione è stata avanzata da mwaquGiovanni Colonna, in mwaqyStudi Etruschi, XXXI, 1963, pp. 135-147 (citato in mwaqcMassimo Pallottino, mwaqgmwaqkEtruscologia, p. 162, nota 90).
cite-note-prayon50-99. ↑ Friedhelm Prayon, mwaq0Gli Etruschi, p. 50.
cite-note-1414. ↑ Claudio Rutilio Namaziano, De Reditu Suo, I, 333-334
cite-note-marchi-1616. ↑ Maria Luisa Marchi, mwateFiorenzo Catalli, mwatiSuburbio di Roma: una residenza produttiva lungo la via Cornelia, Edipuglia srl, 2008, ISBN 978-88-7228-494-0, pag. 22.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-storiaCaere, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itCaere, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) E. Badian, Caere, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.